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L'alimentazione

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Durante la malattia l’appetito del paziente può cambiare.

È bene ricordare che la persona malata non ha bisogno di pasti abbondanti, in quanto la ridotta attività fisica ne diminuisce il fabbisogno. Il cibo deve essere gradito e facilmente digeribile. Non è obbligatorio far coincidere i pasti della persona malata con quelli canonici (colazione, pranzo e cena), ma è molto importante lasciare che scelga, compatibilmente con le indicazioni dell’équipe, cosa e quando mangiare.

I gusti possono cambiare e ciò che piaceva qualche tempo prima in caso di malattia può non piacere più: è importante essere disponibili a cambiare le preparazioni senza accusarne troppo la stanchezza e senza responsabilizzare di questo il malato. Talvolta vengono prescritti integratori alimentari che possono modificare la consistenza del cibo o aumentare le quantità di nutrienti introdotti: trattandosi di un’indicazione specifica, occorre attenersi alla prescrizione dell’équipe che assiste la persona malata.

Per stuzzicare l’appetito si possono utilizzare le seguenti indicazioni:

  • rispettare le preferenze personali del malato;
  • se la persona malata non riesce a terminare il pasto, si consiglia di distribuire i tre pasti principali in cinque o sei pasti nell’arco della giornata;
  • preparare piccoli pasti appetibili, cercando di variare il cibo in sapore, consistenza e temperatura e presentare il cibo su piatti piccoli e invitanti;
  • proporre gelati, budini, yogurt che, essendo freschi, possono essere graditi;
  • creare un’atmosfera piacevole (es. tavola apparecchiata in modo accurato, evitare odori di fritto) e consumare il pasto assieme alla persona;
  • far bere di frequente e a piccoli sorsi. Si possono proporre granite e ghiaccio in cubetti;
  • se il paziente ha nausea e vomito, evitare di presentare piatti che emanano odori decisi;
  • i malati possono sviluppare alterazioni del gusto e qualcuno può preferire cibi più dolci, più freddi o speziati, mentre altri possono non riuscire a sopportare l’amaro dell’urea delle carni rosse;
  • in caso di problemi nella masticazione o deglutizione è bene sottoporre gli alimenti a una triturazione o omogeneizzazione;
  • si possono adottare accorgimenti per aumentare l’autosufficienza, come bicchieri o tazze con due manici o cannucce;
  • se il paziente non riesce a mangiare da solo, si possono preparare bocconi piccoli per imboccarlo e verificare che il cibo sia stato inghiottito prima di procedere con il boccone successivo ;
  • se possibile, dopo il pasto far rimanere la persona in posizione semi seduta per almeno 20 minuti;
  • mantenere un’accurata igiene del cavo orale, evitando residui di cibo, muco e saliva.
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