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Normative Umbria

Hospice

L’Hospice è una struttura per l’assistenza in ricovero temporaneo di pazienti affetti da malattie progressive e in fase avanzata, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, per i quali ogni terapia finalizzata alla guarigione o alla stabilizzazione della patologia non è possibile o appropriata e prioritariamente, per i pazienti affetti da patologia neoplastica terminale che necessitano di assistenza palliativa e di supporto. L’hospice è parte integrante della rete di assistenza territoriale dell’USL 1 e USL 2. L’hospice è un servizio pubblico gratuito in grado di offrire autonomamente tutti i servizi previsti dai livelli assistenziali propri della rete di cure palliative e quindi assicura la piena continuità assistenziale. L’hospice accompagna il malato nelle ultime fasi della sua vita con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale, affinché viva con dignità nel modo meno traumatico e doloroso possibile.

La principale finalità dell’hospice è la presa in carico del paziente per l’instaurarsi di una situazione critica dal punto di vista:

  • sanitario (situazioni di aggravamento, scompenso del dolore e/o della patologia di base);
  • sociale (abitazione inadeguata, assenza di rete di sostegno, esigenza di offrire sollievo e aiuto alla famiglia);
  • familiare (la famiglia non riesce più a farsi carico della criticità del proprio congiunto e dei complessi problemi che questa situazione comporta).

Nella regione Umbria attualmente ci sono tre hospice:

  • “La Torre sul Colle” Spoleto
  • “La Casa nel Parco” Perugia
  • “La Casa dei Colori” Terni

 

ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA

Legge regionale 4 giugno 2008, n.9 “Istituzione del Fondo Regionale per la non autosufficienza e modalità di accesso alle prestazioni”

Piano Sanitario Umbria 2009/2011 – parte terza

DCR n. 290 del 3/3/2009 ATTO AMMINISTRATIVO- Piano regionale integrato per la non autosufficienza (PRINA) 2009/2011.

DGR n.1708 del 30/11/ 2009 Legge regionale 4 giugno 2008, n.9 “Istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza e modalità di accesso alle prestazioni”: Programmazione delle risorse, riferimenti metodologici per la redazione del piano attuativo triennale del PRINA, approvazione Nomenclatore tariffario delle prestazioni e degli interventi per i non autosufficienti, e ulteriori misure attuative.

 

L’Assistenza domiciliare integrata (ADI)/”Cure Domiciliari”:

E’ un servizio presente in tutti i distretti che fornisce una forma di assistenza integrata prevedendo prestazioni sanitarie e/o un sostegno di tipo socio-assistenziale, se necessario.

Cosa Prevede:

Assicura cure sanitarie presso il proprio domicilio, attraverso visite del medico di medicina generale e dei medici specialistici, prestazioni infermieristiche, riabilitative e di assistenza alla persona (igiene personale). Dal punto di vista operativo è l’insieme dei metodi operativi e dei modelli istituzionali che mirano a fornire, nel rispetto dei criteri di efficienza ed efficacia, servizi di prevenzione e di assistenza sanitaria ai bisognosi di cure sanitarie e a garantire la continuità terapeutica ed il coordinamento tra i diversi produttori di prestazioni sociali e sanitarie.

Chi ne ha diritto:

E’ una forma di assistenza che consente di mantenere a domicilio le persone non autosufficienti, favorendo il recupero delle capacità residue di autonomia e relazione. I destinatari sono i malati di qualsiasi età, cronici, terminali, disabili gravi e gravissimi, malati dimessi da ospedali o strutture residenziali. Si basa sull’integrazione di figure professionali sanitarie e/o sociali (medici di famiglia, infermieri, assistenti sociali, operatori socio sanitari ) e prevede tre livelli di intensità delle cure (cure domiciliari di primo livello o bassa intensità/ professionali integrate, cure domiciliari integrate di secondo livello o media intensità/professionali integrate, cure domiciliari integrate di terzo livello professionali integrate) fornite in relazione ai bisogni assistenziali del singolo paziente per il quale è elaborato un piano personalizzato e individuato un responsabile del caso. Può coinvolgere anche operatori delle associazioni di volontariato. Prevede piani personalizzati di cura adeguati alle singole esigenze.

Ente competente:

L’ASL di riferimento del proprio territorio di residenza.

Procedura:

La domanda di assistenza a domicilio è formulata dal Medico di Medicina Generale; eventualmente anche la famiglia, i servizi sociali, la RSA (residenza sanitaria assistita), il reparto ospedaliero, comunque sempre con il supporto del MMG, che legittima e giustifica la domanda e la conseguente richiesta di intervento, possono avere un primo contatto con le strutture sanitarie di territorio. Il MMG, individuato il bisogno di salute, formulerà la richiesta di assistenza anche se non in presenza di un bisogno esclusivamente sanitario; in questo caso si avvarrà di una modulistica predefinita per attivare la UVM. Il medico di medicina generale è il responsabile clinico del caso e dovrà garantire in tutte le fasi il supporto, a partire dalla formulazione della richiesta di intervento fino all’attuazione del piano assistenziale personalizzato. E’ fondamentale l’adesione e la partecipazione attiva dei familiari al progetto A.D.I. per poterlo attuare. Per l’attivazione è fondamentale la presenza del caregiver (colui che si fa carico dell’assistenza).

 

 

Assistenza indiretta

Normativa

DGR n. 909 del 29/7/2011 Sperimentazione temporanea di interventi di assistenza indiretta per persone affette da malattie dei motoneuroni ed in particolare da SLA in fase avanzata della malattia: integrazione alla DGR n.1708 del 30 novembre 2009

Cosa prevede:

L’assegno di sollievo è un contributo economico destinato alla persona affetta da SLA o con disabilità gravissima. Può essere erogato direttamente alla persona disabile, alla sua famiglia o altre persone che si incaricano dell’assistenza. L’assegno di sollievo è alternativo all’inserimento in una struttura residenziale e all’erogazione di ore di assistenza domiciliare, esso permette alla persona con gravissima disabilità di rimanere nel proprio contesto sociale e affettivo.

Chi ne ha diritto:

Le persone affette da SLA o da altre malattie del motoneurone. I criteri di gravità clinica di una condizione di disabilità gravissima sono: -ventilazione invasiva oppure ventilazione non invasiva nelle 24 ore in allettato oppure dipendenza vitale, così come riportato dall’art. 3, del decreto interministeriale del 20 marzo 2013 “ Fondo per le non autosufficiente anno 2013”; - alimentazione enterale/parenterale/totalmente assistito - perdita completa dell’uso funzionale degli arti superiori - perdita completa della funzione deambulatoria autonoma. I soggetti affetti da disabilità gravissima sono nella fascia d’età 0-64 anni ed usufruiscono di prestazioni sanitarie come per i pazienti di SLA. Il criterio minimo di accesso per l’erogazione dell’assegno è la presenza di almeno 3 degli enunciati criteri clinici. Per stabilire le priorità in caso di eventuali liste di attesa saranno utilizzati ulteriori criteri: la presenza di 4/4 per i criteri clinici enunciati e la valutazione sociale/socio-familiare in sede di Unità Multidisciplinare di Valutazione (U.M.V.).

Ente competente:

Distretto sanitario di residenza.

Procedura:

La domanda di richiesta di erogazione dell’assegno di sollievo a sostegno della domiciliarità deve essere presentata ai Servizi Sociali del Distretto Sanitario di Residenza. Il Servizio Sociale si avvale di una modulistica predefinita per attivare l’U.M.V. Chi usufruirà dell’assegno non potrà usufruire delle prestazioni socio-sanitarie, compresa la semiresidenzialità e la residenzialità. Per le persone affette da SLA gli importi dell’assegno di sollievo sono: Euro 400,00/800,00/1200,00 in base alla gravità. Per disabilità gravissima l’importo dell’assegno è di Euro 600,00. Le persone affette da SLA hanno la priorità.

 

Barriere Architettoniche:

Legge Regionale 23 ottobre 2002, n.19

E’ possibile avere un contributo a fondo perduto per la realizzazione di interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche che costituiscono ostacolo ai portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti. Gli interventi edilizi possono riguardare sia l’interno degli appartamenti sia le parti comuni dello stabile. Le tipologie di lavori più diffuse sono l’installazione di ascensori, elevatori, sevo scala, adeguamento di rampe e bagni ecc.

Procedura:

Alla domanda di contributo deve essere allegato il verbale di una Commissione pubblica di accertamento della invalidità (invalidità civile, handicap, Inail ecc.) E’ necessario presentare la domanda nel Comune dove è situato l’appartamento oggetto dell’intervento edilizio entro il 1 Marzo di ogni anno (tale termine definisce solo l’anno della graduatoria in cui rientrerà la domanda). I Comuni trasmettono il fabbisogno alla Regione che ripartisce i finanziamenti disponibili tra gli stessi Comuni che provvedono a erogare i contributi agli aventi diritto.

Ente competente:

Comune di residenza

 

Esenzione Ticket

Normativa

DGR n.911 del 05/08/2011 Introduzione misure di compartecipazione al costo delle prestazioni sanitarie in base all’art.1 comma 796, lettera p)- bis, punto2, della legge 27 dicembre 2006 n.296.

Circolare Prot. N0125159 dell’08/09/2011: Prime indicazioni concernenti l’applicazione della DGR n.911 del 05/08/2011 in attuazione dell’art. 17, comma 6, della legge 15 luglio 2011, n.111.

DGR n.327 del 24/03/2014: DM 2 novembre 2011 avvio della de materializzazione della ricetta SSN: prime misure di attuazione.

Cosa prevede:

Esenzione sulle prestazioni specialistiche, di diagnostica strumentale, di laboratorio e sulla spesa farmaceutica.

Chi ne ha diritto:

I soggetti affetti da forme morbose croniche o invalidanti previsti dal DM n329/1999, D.M n.296/2011, i soggetti affetti da patologie rare esenti ai sensi del DM n.279/2001.

Ente di competenza:

Lo specialista di struttura pubblica

Procedura:

Lo specialista di struttura pubblica certifica la ”malattia o condizione” con il relativo codice di esenzione. Tale certificazione viene presentata al Distretto Sanitario di appartenenza il quale rilascia l’ “attestato di esenzione” sul quale è indicato il codice che il medico di famiglia dovrà apporre sulle ricette.

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