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Normative Veneto

CURE PALLIATIVE

-       DRG n. 2989 del 22 settembre 2000: adempimenti regionali ex Art. 1 del DL 28/12/1998 convertito dalla Legge 26/02/1999 n. 39: linee di indirizzo per l’assistenza al malato Neoplastico Grave e in condizioni di terminalità e per lo sviluppo di cure palliative 

-       Legge Regionale 7 agosto 2007 n. 25: disposizioni regionali in materia di parto fisiologico indolore

-       Legge Regionale 19 marzo 2009 n. 7: disposizioni per garantire cure palliative ai malati in stato di inguaribilità avanzata o fine vita e per sostenere la lotta al dolore

 

-       Legge Regionale 29 giugno 2012 n. 23: norme in materia di programmazione socio-sanitaria e approvazione del Piano socio-sanitario regionale 2012-2016

 

In Veneto si sono costituiti:

  • una rete di referenti dei programmi aziendali di cure palliative e terapia del dolore
  • una rete degli Hospice
  • un coordinamento dell’Osservatorio Regionale  con le Associazioni non profit

 

(consultabili nel sito della Regione Veneto al punto: Cure Palliative, Terapia del dolore: Servizi www.regione.veneto.it/web/sanità/servizi)

 

ALTRI  PROVVEDIMENTI  DI  TUTELA

 

LEGGE REGIONALE 09 gennaio 2004 n. 6: Istituzione dell’Amministratore di Sostegno

L'amministratore di sostegno è un istituto giuridico che permette alle persone, prive in tutto o in parte, di autonomia (anziani non autosufficienti, disabili fisici e psichici, persone affette da dipendenza ecc…) di affidare ad un'altra persona la gestione di alcune pratiche amministrative, come per es.: amministrare il patrimonio, curare i propri interessi, presentare domande presso uffici e/o istituzioni.
Il beneficiario dell'amministrazione può, in ogni caso, compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana, in quanto conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'amministratore.

 

Servizio di Assistenza Domiciliare (s.a.d) e Assistenza Domiciliare Integrata (a.d.i)

L’assistenza domiciliare si distingue in:

  • servizio di assistenza domiciliare (S.A.D.), ha l’obiettivo di aiutare la persona nel disbrigo delle attività quotidiane sollevando in parte la famiglia dal carico assistenziale (es. igiene degli ambienti, servizio di lavanderia, preparazione dei pasti, igiene della persona, disbrigo di commissioni, trasporto, ecc.)
  • assistenza domiciliare integrata (A.D.I.), vengono erogate prestazioni domiciliari da parte di figure professionali sanitarie e sociali integrate fra loro (medico di medicina generale, infermiere, fisioterapista, assistente sociale, medico specialista ecc.), secondo un intervento personalizzato definito dall’Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale (U.V.M.D.) competente per territorio (es. servizio di riabilitazione, servizio infermieristico, servizio medico - visite programmate, etc…)

L’assistenza domiciliare permettere al cittadino di rimanere nel proprio domicilio e nel proprio contesto familiare per ricevere le cure e l’assistenza necessarie, senza dover essere ricoverato in strutture ospedaliere o residenziali.

Chi ne ha diritto:

Le persone di tutte le età che si trovano in condizioni di dipendenza fisica o sociale o socio-sanitaria.

Procedura:

Il servizio può essere attivato in qualsiasi momento dell’anno.

Per l’attivazione del S.A.D. il cittadino può rivolgersi ai servizi sociali del Comune di residenza o dell’A.ULSS delegata, dove l’assistente sociale valuta il caso e attiva l’intervento domiciliare previa definizione di un progetto individualizzato e personalizzato concordato con l’affidatario del servizio e che viene rivalutato almeno annualmente.
Il Comune può richiedere una compartecipazione economica al servizio domiciliare sulla base dei criteri e modalità stabiliti dal regolamento S.A.D. comunale.

Per l’attivazione dell’ A.D.I. il cittadino può rivolgersi al Distretto Socio-sanitario dell’A.ULSS di residenza, la sua condizione viene valutata da una equipe multi professionale, l’Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale (U.V.M.D.), a cui partecipano tutte le figure professionali interessate al caso specifico. L’U.V.M.D. attraverso la Scheda di Valutazione Multidimensionale dell’Anziano (S.V.A.M.A.) definisce il profilo di gravità del cittadino per la stesura di un piano di intervento individualizzato, che viene verificato e ridefinito attraverso riunioni periodiche della U.V.M.D.


Le prestazioni sanitarie sono gratuite.

Ente competente: 
Per la documentazione specifica da presentare chiedere informazioni allo Sportello Integrato del Comune o del Distretto Socio-Sanitario della A.ULSS di residenza.

Normativa di riferimento

  • Deliberazione della Giunta Regionale n. 5273 del 29 dicembre 1998
    "Linee guida regionali sull'attivazione delle varie forme di A.D.I."
  • Deliberazione della Giunta Regionale n. 39 del 17 gennaio 2006 [BUR n. 21 del 28.02.2006]
    "Il sistema della domiciliarità. Disposizioni applicative"

 

Contributo assistenziale regionale “telesoccorso-telecontrollo”

E’ un sistema attivato dalla Regione del Veneto (LR 26 del 4.06.1987), in accordo con i Comuni e le A.ULSS. Il servizio funziona a mezzo telefono mediante Centro Operativo funzionante 24 ore su 24. Con il telecontrollo, il Centro si mette in contatto con l’utente, anche più volte alla settimana, per conoscere le sue condizioni e per accertare che l’apparecchio sia funzionante. A sua volta ogni utente può mettersi in contatto con il Centro per qualsiasi necessità. Ad ogni chiamata, previo controllo, il Centro provvede, con immediatezza, ad interessare la competente struttura, sia che si tratti di necessità mediche, infermieristiche , domestiche o sociali.
Con il telesoccorso ogni utente è dotato di un mini-apparecchio provvisto di un pulsante che, se premuto, fa scattare un segnale d’allarme al Centro Operativo. Il Centro, in questo caso, è in grado di agire immediatamente e attivare tempestivamente un intervento urgente.

 

Chi ne ha diritto:

  • gli anziani che vivono da soli o in coppia;
  • gli anziani bisognosi di cure e controlli sanitari;
  • coloro che, pur non avendo compiuto 65 anni d’età si trovino in situazioni di rischio sociali e/o sanitario, debitamente documentato.

Ente di riferimento:
Per attivare il servizio il cittadino può rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune di residenza.

Procedura:

E' necessario presentare:

 

  • richiesta di servizio di telesoccorso-telecontrollo debitamente compilata; 
  • certificato del medico di base attestante la necessità dell’attivazione del servizio;
  • attestazione ISEE o dichiarazione sostitutiva unico;

Trascorsi i sei mesi di gratuità il Comune, a seconda del regolamento applicato in ogni Azienda ULSS e dell’ISEE del richiedente, può richiedere la compartecipazione economica al servizio.


La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno e resta valida per gli anni successivi.

Normativa

 

INTERVENTI DI SOLLIEVO

 

Sono interventi volti a sostenere i costi che le famiglie affrontano nell'assistere la persona disabile o non autosufficiente a domicilio; due le tipologie di intervento:

  1. l'accesso temporaneo ai Centri diurni o residenziali del territorio che si caratterizzano in interventi di:
  • Pronta accoglienza: al verificarsi di una situazione di emergenza non gestibile dai familiari con possibilità di accoglienza entro 24 ore in una struttura residenziale;
  • Accoglienza programmata nei servizi residenziali per uno o più periodi temporanei in una struttura residenziale.

   2. il riconoscimento di benefici economici alle famiglie che assistono direttamente persone disabili o anziane con elevati carichi assistenziali; due i tipi di aiuto:

  • Assegno di sollievo: affidamento temporaneo del disabile a persone terze beneficiando di aiuti economici;
  • Buono servizio: contributi economici per l’accoglienza temporanea diurna e/o residenziale presso Enti del territorio.

 

Chi ne ha diritto:

Alle famiglie con persone disabili per:

  • l' accesso ai servizi residenziali di pronta accoglienza
  • o di accoglienza temporanea programmata;
  • o di sostituzione temporanea familiare" attivate dalla famiglia stessa;
  • o di esperienze di preparazione all'autonomia e alla vita indipendente del disabile
  • o programmi di utilizzo dei servizi diurni, in orari e giorni distinti dall'attività ordinaria del servizio
  • o di esperienze di ricorso a forme di affido familiare temporaneo

Alle famiglie con persone adulte e anziane non autosufficienti per:

  • assistenza periodica integrativa, attivata in famiglia, in situazioni di particolare emergenza,
  • o forme di "sostituzione temporanea familiare" attivate dalla famiglia stessa
  • o accoglienza temporanea in strutture residenziali
  • o assistenza continuativa a domicilio di malati terminali, con il coinvolgimento della rete parentale estesa, delle associazioni di volontariato e delle reti informali (auto-aiuto, vicinato, ecc..)

 

Procedura:

La richiesta va presentata allo Sportello Integrato dei Servizi socio-sanitari dell'Azienda ULSS e del Distretto Socio-Sanitario di residenza, quando il cittadino si trovi in situazioni di emergenza e per la durata delle stesse.

 

Normativa

 

Contributi regionali per l’eliminazione delle barriere architettoniche (L.R. 16/2007) 

Comunicato ai Comuni di cui alla D.G.R. n. 2904 del 30 novembre 2010 - Fabbisogno 2010

La percentuale da applicare al fabbisogno di ogni cittadino richiedente è pari al 33,262%  (nota prot. n. 87902  del 22 febbraio 2011 Direzione dei Servizi Sociali Regione del Veneto).
Il contributo è riferito al fabbisogno 2010 (domande fino al 4 luglio 2010).

Per informazioni:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
041/2791465

 

La Regione promuove iniziative ed interventi atti a garantire la fruibilità degli edifici pubblici, privati e degli spazi aperti al pubblico da parte delle persone con disabilità anche attraverso interventi finanziari (L.R. 16/2007). 

Chi ne ha diritto:

  1. i soggetti privati proprietari di spazi o edifici aperti al pubblico, ivi comprese le imprese;
  2. le persone con disabilità, oppure coloro i quali li abbiano a carico.
  3. gli enti pubblici (vedi le pagine all'interno dei lavori pubblici);
  4. le aziende concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale (vedi le pagine all'interno dei lavori pubblici). 

Procedura:

  • I contributi possono essere richiesti, nel caso 1) e 2), per le seguenti opere (secondo la L.R. 16/2007):
    opere murarie direttamente finalizzate alla fruibilità degli edifici e spazi privati aperti al pubblico (art. 12);
  • opere murarie direttamente finalizzate alla fruibilità edifici privati, ivi compresi gli edifici adibiti a luogo di lavoro e gli edifici di edilizia residenziale agevolata (art. 13);
  • opere murarie direttamente finalizzate alla fruibilità del posto di lavoro occupato in maniera stabile da persona con disabilità (art. 13);
  • per l’acquisto e la posa in opera di facilitatori della vita di relazione come le suppellettili, le attrezzature e gli arredi che consentano alla persona con disabilità la pratica delle funzioni quotidiane, compresi i dispositivi atti a favorire l’accesso e la mobilità interna agli edifici (domicilio o posto di lavoro), quali montascale, pedane mobili, elevatori e simili (art. 14)
  • adattamento di motoveicoli ed autoveicoli in funzione delle minorazioni anatomiche e funzionali del soggetto disabile (art. 16).

La domanda, in regola con l'imposta di bollo, dovrà essere consegnata al Comune ove ha sede l’immobile (o di residenza nel caso dell’art. 16 della LR 16/07).
Le domande, per tutti gli articoli di legge, devono essere presentate PRIMA dell’inizio i lavori o dell’acquisto dei facilitatori. 

Normativa

 

Sezioni per gli stati vegetativi permanenti (s.v.p.) 

All’interno dell’offerta di residenzialità extraospedaliera la Regione ha ritenuto necessario dare una risposta anche a quelle persone che si trovano in condizione di “stato vegetativo” in seguito a gravi lesioni cerebrali.
Sono state realizzate specifiche strutture di ricovero ed assistenza per questo tipo di pazienti che possano garantire un elevato livello di assistenza sanitaria ed infermieristica senza gravare le famiglie e le altre maglie della rete assistenziale. 

Procedura:

La valutazione per l’ammissione alle sezioni per i pazienti in stato vegetativo è svolta dalla U.V.M.D., su proposta del medico dimettente ospedaliero o del medico di generale in accordo con il responsabile della struttura accogliente.

 

Normativa di riferimento 

-      Contributi per i progetti di aiuto personale alle persone disabili (Legge 104/1992)


Per “Aiuto personale” si intende la possibilità per una persona, con disabilità grave, di vivere a casa propria, senza dover ricorrere al ricovero in strutture protette.
La finalità del progetto è quella di favorire la permanenza della persona disabile nella propria abitazione, con la realizzazione di interventi domiciliari assistenziali, interventi educativi ed interventi di sensibilizzazione territoriale. Tali interventi possono consistere sia nell’erogazione di servizi e prestazioni sia nell’assegnazione di contributi economici alla famiglia per l’acquisto di servizi. L’entità massima del contributo economico riconoscibile è di 1.000 euro mensili.

 

Chi ne ha diritto:
Persone di età compresa da 0 a 64 anni di età con disabilità comprovata da certificazione di gravità (art. 3  comma 3 della- Legge 104/1992), anche se in grado di frequentare servizi extra domiciliari, quali scuole, centri diurni, ecc..

 

Procedura:
Il cittadino interessato deve presentare la domanda presso lo Sportello integrato dell’Azienda ULSS di residenza, su apposita modulistica, nei tempi e con le modalità previste dalla stessa Azienda.
L’ Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale - U.V.M.D. dell'Azienda ULSS valuterà il progetto.

 

Normativa

 

IMPEGNATIVA DI CURA DOMICILIARE ( ex assegno di cura )

 

L'impegnativa di Cura Domiciliare istituita ai sensi della Delibera Giunta Regionale n° 1338 del 30.7.2013, è un contributo economico, erogato per l'assistenza delle persone non autosufficienti di qualunque eta' ed erogato alle stesse ovvero al familiare o alla persona che ne garantisce adeguata assistenza e cura (i caregivers).

L'accesso al servizio è subordinato a requisiti economici, sociali e sanitari:

  • la valutazione sociale e sanitaria delle condizioni di non autosufficienza viene effettuata dall'Assistente Sociale del proprio territorio e dal Medico di Base;
  • la condizione economica del nucleo familiare di residenza anagrafica (con esclusione di eventuale assistente familiare/"badante" convivente) della persona assistita viene valutata tramite l'I.S.E.E. (Indicatore Situazione Economica Equivalente)

La Dichiarazione Sostitutiva Unica per ottenere la Certificazione I.S.E.E. deve essere presentata ai CAAF o all'INPS.



Chi ne ha diritto:

Persone non autosufficienti residenti nel Comune di Verona che usufruiscono di un'adeguata assistenza presso il proprio domicilio o presso altro domicilio privato, ovvero le loro famiglie.
L'Impegnativa di Cura Domiciliare non e' compatibile con l'inserimento in struttura residenziale extraospedaliera.



Procedura:

Possono presentare domanda le persone assistite, o un loro familiare anche non convivente.

Si precisa che gli interventi economici per  l'Impegnativa di Cura Domiciliare Base e Alzheimer (ICDb e ICDm)   non sono cumulabili con altre impegnative di cura domiciliare.

Documenti necessari per la presentazione di una nuova domanda:

  • dati anagrafici , codice fiscale, tessera sanitaria, nome e cognome del Medico di Base della persona non autosufficiente;
  • dichiarazione ISEE - fino a giugno 2014 e' ritenuta ancora valida la dichiarazione ISEE (redditi 2012) con limite massimo ISEE di Euro 16.631,71 ;
  • codice IBAN del conto corrente intestato al beneficiario o al legale rappresentante (tutore, curatore, amministratore di sostegno);

Ente di riferimento:

Servizi Sociali del comune di residenza 

La domanda può essere presentata in qualsiasi periodo dell'anno

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